Tra i luoghi che consigliamo ai nostri ospiti di non perdere a Montella, il complesso conventuale di San Francesco a Folloni occupa un posto speciale. È riconosciuto come monumento nazionale e si trova poco fuori dal centro del paese, in una zona un tempo coperta dal bosco che gli ha dato il nome. È un luogo raccolto, da visitare con calma, dove storia, arte e devozione popolare si intrecciano in modo sorprendente.
Le origini: San Francesco nel bosco di Folloni
Secondo la tradizione, il convento fu fondato dallo stesso San Francesco d'Assisi nel gennaio del 1222. Il santo era in cammino verso il santuario di San Michele sul Gargano e, sorpreso dal maltempo, trovò rifugio proprio nel bosco di Folloni. In quel luogo si stabilì la prima comunità francescana del territorio, che da allora non ha mai smesso di essere un punto di riferimento spirituale per Montella e per l'Irpinia.
Il nome Folloni viene appunto dal bosco in cui i primi frati si insediarono. Nei secoli il piccolo insediamento si è trasformato in un complesso articolato, con chiesa, chiostro e ambienti conventuali, rimaneggiato più volte e colpito anche dai terremoti che hanno segnato la storia dell'Irpinia.
Il miracolo del pane
Il racconto più caro ai montellesi è quello del miracolo del pane. La tradizione narra che, alcuni anni dopo la fondazione, i frati di Folloni fossero ridotti allo stremo dalla fame durante un inverno particolarmente duro. San Francesco, che in quel momento si trovava lontano, in Francia, avrebbe fatto arrivare loro un sacco di pane per intervento degli angeli.
Una reliquia di quel sacco è ancora oggi custodita nel convento, nella cappella del Crocifisso. Che la si guardi con gli occhi della fede o con quelli della curiosità storica, è uno di quegli oggetti che raccontano quanto profondamente la figura di Francesco sia entrata nella memoria di questo territorio.
Il sarcofago di Diego Cavaniglia
L'opera d'arte più celebre del convento è il sarcofago di Diego I Cavaniglia, conte di Montella, morto nel 1481 durante la guerra di Otranto contro i Turchi. Il monumento funebre fu voluto dalla moglie Margherita e dalla madre, e fu completato nel 1492. È attribuito allo scultore milanese Jacopo della Pila ed è un bell'esempio di scultura rinascimentale nel Mezzogiorno.
A Montella lo chiamano anche il monumento degli innamorati: la contessa Margherita volle infatti essere sepolta ai piedi del sepolcro del marito. È un dettaglio che ai nostri ospiti resta impresso, e che rende la visita alla chiesa, dove si trova il sarcofago, ancora più suggestiva.
Come organizzare la visita
San Francesco a Folloni è un luogo di culto ancora vivo, abitato da una comunità francescana. Per questo vi diamo qualche consiglio pratico:
- Verificate in anticipo le possibilità di visita, contattando il convento o consultando i canali ufficiali, soprattutto se volete vedere il sarcofago e la cappella del Crocifisso.
- Rispettate le celebrazioni: durante le funzioni religiose la visita va sospesa o fatta in silenzio.
- Abbigliamento adeguato, come in ogni chiesa: spalle coperte e un tono di voce basso.
- Tempo sufficiente: tra chiesa e chiostro conviene non avere fretta, per cogliere i dettagli.
Da abbinare alla visita
Il convento si presta a essere combinato con una passeggiata a Montella, alla Collegiata di Santa Maria del Piano e, per chi ha voglia di camminare, alla salita verso i resti del Castello del Monte. Chi arriva in autunno può unire la visita a una passeggiata tra i castagneti, quando i boschi intorno al paese si colorano e comincia la raccolta.
Un'ultima osservazione: il legame tra Folloni e la figura di San Francesco è una delle ragioni per cui Montella ha un'identità così forte. Capire questa storia aiuta a leggere meglio anche le feste, le processioni e le tradizioni che incontrerete durante il soggiorno.
Tornare in paese, a Orchiedea
Dopo la visita, rientrare in paese è semplice. Orchiedea è un affittacamere con due sole camere, entrambe con bagno privato, aria condizionata e cassaforte: la matrimoniale standard al primo piano, fino a quattro ospiti, e la deluxe mansardata al secondo piano, fino a tre. Il check-in è autonomo dalle 15:00, il parcheggio è libero in strada e al mattino vi aspetta la colazione a buffet nella cucina comune. Si parla italiano e inglese, e gli animali di piccola e media taglia sono ammessi gratuitamente.
Una base tranquilla per girare l’Irpinia
Due camere su due piani a Montella, ciascuna con il suo bagno privato, aria condizionata e colazione a buffet.